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La LIBERA CACCIA contesta il calendario venatorio 2013/2014 Regione Basilicata

Quasi a caldo, dopo una breve e prima lettura del calendario venatorio regionale, con l’ausilio di alcuni aspetti tecnico/giuridici del nostro ufficio legislativo fauna selvatica (della sede nazionale), e da nostre considerazioni sul territorio regionale, è doveroso contestare la stesura del calendario venatorio della Regione Basilicata.
Analizziamo nel dettaglio le scelte fatte dall’Amministrazione nella stesura del calendario che secondo noi possono essere improprie e non proprio imparziali:


ANATIDI
: non si capisce come mai l’apertura a tali specie sia posticipata al 2 ottobre, è vero che tale indicazione è consigliata da ISPRA, ma è altrettanto vero che la normativa statale legge 157/92 art. 18 e le indicazioni comunitarie fornite nel documento KC dicono altro, e che le stesse sono ampiamente consolidate dalle varie sentenze dei TAR di altre Regioni.
Passiamo ora a “contingentamento selvaggio”, le specie di anatidi che andrebbero sottoposte alla contingentazione dei carnieri (lo ripetiamo per l’ennesima volta) sono, come da nota MIPAAF 0008600 del 17/04/2012 e dall’ISPRA nella guida alla stesura dei calendari, esclusivamente il Codone, quindi non si capisce, in virtù di quali sopravvenute esigenze scientifiche e ambientali sono contingentate tutte le specie di anatidi con limiti a dir poco “ridicoli” (2 capi giornalieri e 25 annuali).


TURDIDI
: come mai la Regione ignora la possibilità di utilizzare, per i tre turdidi, i dati riferiti alla realtà regionale, (posizione utilizzata in altre regioni e legittimata dai vari TAR Regionali che si sono espressi nel merito).
Tali dati permetterebbero alla Regione di portare la data di chiusura del prelievo venatorio al 31 gennaio, rimanendo nei parametri dei dettami europei (vedi guida U.E. par.2.7.10 e direttiva uccelli art.7 comma 4) e in quelli dell’art 18 della legge nazionale 157/92 così come modificato dalla legge comunitaria del 2009.
Nel dettaglio: per il Sassello non ci sarebbero problemi, considerando l’applicazione della decade di sovrapposizione sull’indicazione fornita dal documento KC, si arriva tranquillamente al 31 gennaio.
Per la Cesena si potrebbe utilizzare il par. 2.7.10 della guida alla direttiva U.E., “che permette”, in mancanza di specifici dati regionali, l’utilizzo di dati alternativi riferiti alla realtà nazionale (ampiamente disponibili).
Per il Bottaccio esiste una specifica tabella di ricattura ISPRA, per l’Italia meridionale, che giustifica ampiamente il prelievo della specie fino al 31 gennaio. La pubblicazione scientifica è “ANDREOTTI A., BENDINI L., PIACENTINI D & SPINA F., 1999 – The role of Italy within the Song Thrush Turdus philomelos migratory system analysed on the basis of ringing recovery data. Die Wogelwarte, band 40. Hieft 1-2.”.
E’ qui sui Turdidi che “contingentamento selvaggio” dà il meglio di se, tale prescrizione non è richiesta da nessuno e tutti gli indicatori scientifici danno le tre specie in buono stato, IUCN le classifica least concern e anche Bird-Life (notoriamente non proprio filo venatoria) le indica senza problemi.
I limiti giornalieri/annuali scelti (15 capi / 50 capi), per delle specie di così ampio interesse venatorio sono assolutamente assurdi, per un cacciatore la stagione venatoria si potrebbe considerare conclusa in 4 giornate.
P.S. la regione poi ci dovrebbe spiegare quali dei 3 turdidi intende contingentare, dato che nella delibera è genericamente indicato “Tordo”, … (quindi in maniera ironica, ma non proprio)… dovremmo pensare che per la Cesena “tali limiti non valgono giacché non è menzionata”.


COLOMBACCIO
: l’apertura al 2 ottobre può essere giustificata esclusivamente se si concedono ulteriori 10 giorni a febbraio (per rispettare l’arco temporale massimo come previsto dalla legge 157/92).


QUAGLIA E TORTORA
: la regione anticipa la chiusura a tali specie al 30 ottobre, se la cosa si può accettare per la Tortora (per motivi oggettivi), non si può per la Quaglia, poiché i riferimenti legislativi comunitari e nazionali permettono di mantenere i limiti temporali di prelievo a quelli previsti nell’art. 18 della legge nazionale 157/92, anche in virtù di uno studio LIPU che dà la Quaglia in aumento in Italia come nidificante e svernante; “ alcune regioni hanno oculatamente utilizzato tale studio per aumentare i carnieri e i periodi di prelievo venatorio consigliati da ISPRA per tale specie.”
Ci sono poi alcune scelte che lasciano basiti, si è mantenuta l’apertura all’allodola al 15 settembre, specie per la quale esiste il piano di gestione internazionale, non rispettando nemmeno le indicazioni ISPRA, mentre si sono aperti gli anatidi al 2 ottobre pur non essendo giustificata dal KC tale scelta di ritardarne l’apertura.
Non parliamo poi della pre-apertura del 4 e 11 settembre (due mercoledì)….ogni commento è superfluo.
In ultimo, ma non perché ultimo, il divieto dell’utilizzo delle munizioni di piombo per la caccia al cinghiale, la Regione poteva utilizzare la dicitura “preferibilmente con munizioni atossiche” cosi come fatto dalla Regione Emilia Romagna e Umbria (giusto per citarne due che hanno già stilato il calendario 2013/2014).
Sembreremo ripetitivi ma tutte queste scelte appaiono sostanzialmente preconcette nei riguardi dell’attività venatoria e non trovano nessuna giustificazione di tipo Tecnico e Giuridico, senza parlare poi, della TOTALE MANCANZA DI CONCERTAZIONE con le Associazioni Venatorie (nessun invito, nessuna riunione da parte dell’ente Regione), per la predisposizione del calendario venatorio, quasi a voler mortificare i circa 6.500 Cacciatori lucani (e non solo, se consideriamo anche i colleghi provenienti da fuori regione).


LIBERA CACCIA BASILICATA

Presidente Regionale
Presidente Provinciale Matera
Presidente Provinciale Potenza